Estetica senza dialettica – Gillo Dorfles – Bompiani

Includere tutto quanto non può essere escluso dal discorso estetico. Questo potrebbe essere il principio orientativo che ha sempre guidato la ricerca di Gillo Dorfles nel campo dell’estetica, cominciata sullo spartiacque tra primo e secondo Novecento filosofico. Questo anche potrebbe riassumere il criterio adottato nell’ordinare un così possente “libro di una vita”, che appare in tal misura ampio perché la vita intellettuale del suo autore è stata di particolare ampiezza. A suo confronto, le restrizioni schematiche di tanti indirizzi filosofici o estetici solo accademici paiono preoccupazioni di una scolastica che ha premura di creare partizioni. Che cosa è estetica, che cosa rientra in essa e che cosa no. Questo libro, invece, raccogliendo tutto intero un orientamento sin dalla sua origine, sin dal primo grado della sua iniziazione, potrà somigliare a una grande introduzione, anziché a un libro consuntivo. Ampiezza, dunque, secondo i canovacci della disciplina che non possono essere scissi, che già i fondatori della stessa (e tra di essi Vico e Baumgarten) dettavano come suoi protocolli, consapevoli che delimitare un sapere come l’estetica vuol dire circoscrivere un sistema “complesso”. Non potremmo pensare all’autore dell’Estetica del mito (e di quanti mai altri miti filosofici dell’estetica) senza pensare contemporaneamente all’autore di Nuovi riti, nuovi miti, Dal significato alle scelte, La perdita dell’intervallo. Innalzare dighe tra l’uno e l’altro sarebbe incomprensibile, proprio in virtù di quell’aisthesis cui sempre essi risalgono, nell’arte, nella conoscenza, nell’“estetica del quotidiano”. Riaffrontando così il pensiero mitico, rileggendo Cassirer, Schelling e Vico, avvertendo l’originalità che scaturisce ancora dalla facoltà fantastica postulata da Croce (sciolto dai viluppi idealistici), il pensiero dell’autore ripercorre in modo audace tutte le esperienze, anche quelle che il suo secolo (e la sua generazione, soprattutto) ha scacciato. L’impressione che il lettore può trarre, inoltrandosi in così tanti spazi e dimensioni che circoscrivono oltre ottant’anni di pensiero e di esercizio critico, secondando le profondità come le superfici, sarà quella di uno spirito che ha sempre superato il banale senso di equilibrio, il dignitoso veto imposto agli uomini di “scienza” di non oltrepassare la frontiera stabilita, mentre si accorgerà che l’autore ha sempre perorato la “libertà di scelta” (come filosofo, come critico, come artista) e, con essa, ricercato l’asimmetrico.L.C.

Sorgente: Estetica senza dialettica – Gillo Dorfles – Bompiani

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Informazioni su alepeluso

Laureata in filosofia - Dottore di ricerca in Scienze bioetico-giuridiche - poeta - critico letterario - correttore di bozze - editor - edonista - alla ricerca continua della verità. Amante del sapere, della vita, della poesia.
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